Come contattare i giornalisti: la mail di pitch che viene letta (con modello)
Come trovare chi scrive davvero del tuo tema, come trovare la sua email senza comprare liste, il modello di mail di pitch in italiano (del Lei, tre paragrafi, un link, nessun allegato), il follow-up e la lista di ciò che i giornalisti odiano.
Contattare un giornalista significa scrivere, a una persona precisa che si occupa del tuo tema, una mail breve che spiega perché il tuo fatto interessa ai suoi lettori, con un link al comunicato e senza allegati. Non significa mandare un comunicato a cento indirizzi in copia nascosta, e non significa telefonare in redazione. Questa guida spiega come trovare chi scrive davvero del tuo argomento, come trovare il suo indirizzo senza comprare liste e senza violare il GDPR, come scrivere la mail di pitch (con un modello pronto), quando mandarla, come fare il follow-up e come tenere traccia delle risposte.
Tutto quello che segue viene da anni passati da entrambe le parti: a scrivere pitch per i clienti e a ricevere quelli degli altri. Le regole sono poche e quasi tutte vengono violate ogni giorno, il che è una buona notizia per te: basta rispettarle per distinguersi.
Prima di scrivere: trovare chi si occupa davvero del tema
L'errore più diffuso è partire dalla testata invece che dalla persona. «Vorrei uscire sul Corriere» non è un piano. Il piano è: chi, al Corriere o altrove, ha scritto negli ultimi tre mesi di ciò di cui parla il mio comunicato? Quella persona ha un interesse dimostrato per il tema, ha uno spazio dove metterlo, e ha una casella di posta che riceve meno mail sul tuo argomento di quanto pensi.
Il metodo è leggere. Cerca sul sito della testata gli articoli recenti sul tuo tema, guarda le firme, leggi due o tre pezzi di ciascuna firma. Capirai in mezz'ora chi copre la cronaca locale, chi la cultura, chi le imprese, e soprattutto con quale taglio: il giornalista che scrive di startup dal punto di vista degli investitori non è quello che racconta la storia della fondatrice. Il pitch deve parlare al taglio, non alla testata.
Non comprare liste. Le liste vendute a peso sono vecchie, piene di indirizzi generici e di persone che hanno cambiato lavoro, e chi le compra finisce per scrivere a chi non ha mai trattato il suo tema. È da lì che nasce la fama dell'ufficio stampa come rumore di fondo. Dieci nomi trovati leggendo valgono più di mille comprati.
Se non hai tempo di leggere, il database dei giornalisti su Comunicato.net fa esattamente questo lavoro: per ogni testata trova chi ha scritto di recente del tuo argomento, cita gli articoli e assegna un punteggio di affinità. I contatti non sono pubblicati su pagine pubbliche e non sono una lista da scaricare: sono il risultato di una ricerca sul tuo tema, che paghi a crediti solo quando la fai.
Trovare l'indirizzo email di un giornalista
Una volta scelte le persone, servono gli indirizzi. In ordine di preferenza.
- La firma dell'articolo. Molte testate mettono l'email del giornalista in calce al pezzo o nella pagina autore. È l'indirizzo giusto, dato in pubblico dal diretto interessato per quello scopo.
- La pagina «Redazione» o «Contatti» della testata. Spesso elenca i redattori per sezione con l'indirizzo. Se trovi solo l'indirizzo generico (redazione@, cultura@, cronaca@), usalo, ma scrivi nell'oggetto per chi è: «All'attenzione di chi segue la cultura».
- Il formato aziendale. Se conosci un indirizzo della testata, per esempio [email protected], quello degli altri segue quasi sempre lo stesso schema. È una deduzione, non una certezza: se la mail torna indietro, non insistere con varianti.
- LinkedIn e i profili pubblici. Servono per capire chi è la persona e di cosa si occupa oggi, non per scriverle in chat. Un messaggio su LinkedIn a un giornalista che non conosci è quasi sempre ignorato, e a ragione: quello è il posto dove cerca lavoro, non storie.
Sul GDPR, in poche righe da chi non è un avvocato. Scrivere una mail professionale, una a una, a un giornalista, su un tema che segue pubblicamente, per un fatto attinente al suo lavoro, rientra nell'interesse legittimo: è il modo in cui il giornalismo funziona da sempre. Quello che non rientra è raccogliere indirizzi in massa, tenerli in un file per anni, rivenderli, o continuare a scrivere a chi ha chiesto di smettere. Quindi: pochi indirizzi, usati per quello che sono, cancellati quando la persona cambia lavoro, e un «non scrivermi più» rispettato alla prima richiesta.
Nel database dei giornalisti ogni email è classificata come confermata, dedotta o generica, così sai quanto fidarti di un indirizzo prima di usarlo, e non mandi un pitch curato a una casella che nessuno legge.
La mail di pitch che viene letta
Sette regole, non negoziabili.
- Del Lei, sempre, alla prima mail. Il tu arriva dopo, se arriva, e lo decide il giornalista.
- Oggetto breve, che dice il fatto: sotto i cinquanta caratteri, senza «comunicato stampa», senza maiuscole gridate, senza «come da oggetto».
- Tre paragrafi. Il primo dice perché scrivi proprio a quella persona. Il secondo dice il fatto e perché interessa ai suoi lettori. Il terzo dice cosa offri: un'intervista, le foto, una visita, dei dati.
- Un link, al comunicato pubblicato o alla pagina con i materiali. Non tre link.
- Nessun allegato. Né PDF, né Word, né foto da otto megabyte. Il materiale è dietro il link.
- Firma con nome, ruolo, organizzazione e un numero di telefono a cui qualcuno risponde.
- Una sola persona per mail. Niente destinatari multipli, niente copia nascosta.
Il modello di mail di pitch
Esempio per un fatto culturale locale. Sostituisci i dettagli con i tuoi, ma tieni le proporzioni: la mail intera sta nello schermo di un telefono.
Oggetto: Il Teatro Stabile del Borgo riapre dopo tre anni, prima il 24 ottobre
Gentile [Nome e cognome], leggo i suoi articoli sui teatri di provincia, in particolare quello di settembre sulle sale rimaste chiuse dopo il 2020. Le scrivo perché una di quelle sale riapre.
Il Teatro Stabile del Borgo di Sansepolcro riapre il 24 ottobre 2026, dopo tre anni di chiusura e un restauro pagato con una raccolta fondi tra i cittadini. La prima è uno spettacolo prodotto dalla compagnia residente, in una sala da 180 posti già esaurita per le prime due repliche. È l'unico teatro stabile della Valtiberina.
Se le interessa, la direttrice artistica è disponibile per un'intervista telefonica o di persona questa settimana, posso mandarle le foto del cantiere e della sala restaurata, e può visitare il teatro prima dell'apertura. Il comunicato con tutti i dettagli è qui: [link al comunicato].
Grazie per il tempo. [Nome e cognome], ufficio stampa Teatro Stabile del Borgo, [telefono]
Notare cosa non c'è: nessun «siamo lieti di annunciare», nessun aggettivo sulla qualità dello spettacolo, nessun elenco di sponsor. C'è un fatto (riapre), un perché (unico teatro della valle, restauro pagato dai cittadini), un'offerta concreta (intervista, foto, visita) e un link. Il giornalista decide in dieci secondi se la storia gli serve, e in questa mail trova tutto ciò che gli serve per decidere.
Su Comunicato.net il pitch personalizzato viene scritto a partire da un articolo reale del giornalista scelto, per un credito, ed esce con questa struttura. Poi lo rileggi e lo mandi tu, dalla tua casella: nessun pitch dovrebbe partire senza che l'abbia letto una persona.
Il modello di follow-up
Un solo follow-up, tre o quattro giorni lavorativi dopo, in risposta alla stessa mail, così il giornalista ha il testo originale sotto. Più corto del pitch.
Oggetto: Re: Il Teatro Stabile del Borgo riapre dopo tre anni, prima il 24 ottobre
Gentile [Nome e cognome], torno sulla mail di lunedì per una cosa sola: la direttrice è al teatro giovedì e venerdì mattina, se volesse vedere la sala prima dell'apertura. In caso contrario nessun problema, e grazie comunque per l'attenzione.
[Nome e cognome], [telefono]
Il follow-up aggiunge qualcosa (una data, una disponibilità, un dato nuovo) oppure non si manda. «Volevo sapere se ha ricevuto la mia mail» non aggiunge niente e viene letto per quello che è.
Cosa odiano i giornalisti italiani
Chiedilo a chiunque lavori in una redazione e la lista è sempre la stessa. La riporto perché ciascuna voce è una cosa che qualcuno, oggi, sta facendo.
- Gli allegati. Un PDF da aprire è un lavoro in più, e un file da dieci megabyte in una casella piena è un motivo per cancellare senza leggere.
- La copia nascosta di massa. Si vede sempre: il «Gentile giornalista», l'oggetto generico, l'ora di invio uguale a quella di altre venti mail. Chi la riceve capisce che non hai letto una riga di ciò che scrive.
- Le telefonate. «Ha ricevuto il comunicato?» al telefono, mentre sta chiudendo un pezzo, è il modo più rapido per finire nella lista mentale delle persone da evitare. Si telefona solo se il giornalista ha chiesto di essere chiamato.
- «Come da oggetto» e «in allegato il comunicato» come intero corpo della mail. Nessun pitch, nessun motivo per aprire.
- Il comunicato incollato nel corpo, per intero, senza una riga di presentazione. È la versione digitale del volantino lasciato sulla scrivania.
- Il pitch sbagliato di sezione: il lancio di un software mandato a chi scrive di teatro, perché «tanto è la stessa testata».
- Le richieste dopo l'uscita: «può cambiare il titolo?», «può aggiungere il nome dello sponsor?». Il titolo è della redazione. Si ringrazia e basta.
- Il «Gentile redazione» quando il nome era nella firma dell'articolo che hai letto, o che avresti dovuto leggere.
Quando mandare il pitch
Non esiste l'ora magica, e diffida di chi te la vende con un grafico. Esistono abitudini di lavoro. Nei quotidiani la mattina presto, prima della riunione di redazione, è il momento in cui un giornalista cerca storie; il pomeriggio è chiusura e non legge. Il venerdì pomeriggio e il fine settimana le mail si accumulano sotto quelle del lunedì. Per i settimanali e i mensili conta la chiusura del numero: chiedi, o deduci dalla data di uscita, e scrivi almeno due o tre settimane prima.
Se il tuo fatto ha una data (un'apertura, una prima, un evento), scrivi tra i dieci e i quindici giorni prima, così c'è tempo per un'intervista e per le foto. Se scrivi il giorno prima, stai chiedendo un favore, non offrendo una storia.
Su Comunicato.net il registro dei pitch segna quando ogni mail è stata inviata, aperta e risposta. Con qualche decina di invii alle spalle avrai i tuoi dati sul tuo settore, e valgono più di qualunque regola generale, compresa questa.
La regola del follow-up
Un follow-up, mai due. Dopo il secondo silenzio la risposta è no, e insistere trasforma un no cortese in un nome segnato. Se il fatto è davvero rilevante e la persona è davvero quella giusta, avrà risposto. Se non ha risposto, o la storia non era per lei, o era la settimana sbagliata: in entrambi i casi la mossa giusta è tornare tra qualche mese con un fatto nuovo, non tra due giorni con lo stesso.
Il silenzio non è un'offesa. Un giornalista riceve decine di mail al giorno da persone che vogliono qualcosa. Il tuo pitch è entrato in una casella piena, è stato letto per dieci secondi e giudicato. Se hai fatto le cose bene e non è uscito niente, hai comunque guadagnato una cosa: quella persona ora sa che esisti e che scrivi mail sensate. La prossima volta parte da lì.
Tenere traccia delle risposte
L'ufficio stampa fatto bene è un registro. Per ogni pitch: a chi, quando, con quale oggetto, se è stato aperto, se ha risposto, cosa ha risposto, quando è previsto il follow-up. Sembra burocrazia, ma è la differenza tra chi impara e chi ripete gli stessi errori. Dopo tre campagne saprai quali testate rispondono, quali giornalisti preferiscono le foto alle interviste, quale oggetto ha funzionato.
Un foglio di calcolo basta. Su Comunicato.net il registro dei pitch e dei follow-up è gratuito, per sempre, e si aggiorna da solo quando una mail viene aperta o risposta. Le funzioni a crediti (bozza, testate, giornalisti, pitch personalizzati) sono sulla pagina dei prezzi: una campagna completa costa circa 34 euro. Ma il registro, la lettura degli articoli e la mail scritta da te con il Lei, tre paragrafi e un link, quelle sono gratis ovunque, e sono le cose che contano.
Se vuoi il quadro completo, dalla scelta della testata all'uscita dell'articolo, la guida su come ottenere copertura stampa lo spiega passo per passo, e le pagine sulla copertura stampa per settore dicono cosa funziona per la musica indipendente, i libri, il teatro, i ristoranti e le associazioni.