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Come andare in radio come ospite: programmi, redazioni e il pitch che funziona

Come farsi intervistare in radio in Italia: quali programmi ospitano, chi decide (redazione, autori, conduttore), cosa cerca una radio, un esempio di pitch, diretta e registrata, tempi, follow-up e come prepararsi a un'intervista telefonica.

Simone Giaco9 min di lettura

Andare in radio come ospite significa essere chiamati da un programma per parlare, in diretta o in registrata, di un tema su cui hai qualcosa da dire, di solito per pochi minuti e spesso al telefono. Non si ottiene scrivendo al centralino di un'emittente. Si ottiene individuando il programma che tratta il tuo tema, scrivendo alla sua redazione una proposta breve legata all'attualità, ed essendo disponibile quando chiamano, che spesso è con poco preavviso. Questa guida spiega quali programmi ospitano, chi decide, cosa cerca e come scrivergli, con un esempio.

Una premessa da chi ha costruito uno strumento che fa parte di questo lavoro: ho un interesse, e lo dico. Ma il metodo che segue funziona anche con una radio accesa, un foglio di calcolo e la tua casella di posta.

La radio non è un'emittente: è un programma

Il primo errore è pensare a «Radio X» come a un'entità unica. Un'emittente è un palinsesto di programmi, ciascuno con la sua redazione, i suoi autori, il suo conduttore, i suoi temi. Chi decide se tu vai in onda non è la radio: è il programma. Quindi la domanda giusta non è «come vado su quella radio», ma «quale programma, su quale radio, parla del mio tema e ospita persone come me».

In Italia i formati che ospitano persone esterne sono, a grandi linee, questi.

  • Programmi di economia e lavoro. Le rubriche economiche delle radio nazionali, come quelle di Radio 24 o delle reti Rai Radio, ospitano ogni giorno imprenditori, consulenti, economisti e professionisti per commentare un tema del giorno o raccontare un caso.
  • Programmi del mattino e contenitori. Le fasce del mattino e del pomeriggio mescolano attualità, costume e servizio: spazio per un medico, un'autrice, un esperto di consumi, una storia curiosa.
  • Approfondimento e cultura. Programmi su libri, musica, scienza, salute, tecnologia, spesso con interviste più lunghe e talvolta registrate.
  • Radio locali e regionali. Hanno bisogno di voci del territorio: l'azienda che assume, l'associazione che organizza, il professionista della zona che spiega una novità. Sono la porta più accessibile e quella che si sottovaluta di più.

Questi nomi sono esempi di formato, non una lista di programmi a cui scrivere: ogni palinsesto cambia di stagione in stagione, e la cosa da fare è ascoltare quello che va in onda adesso.

Chi decide chi va in onda

Nei programmi che ospitano, gli ospiti li trova e li contatta la redazione: autori, redattori, a volte un produttore dedicato agli ospiti. Il conduttore decide la linea della puntata e a volte propone nomi, ma di rado legge le proposte che arrivano da fuori. Nei programmi più piccoli e nelle radio locali le figure coincidono: il conduttore è anche l'autore, e la redazione è una persona.

Dove trovarli: la pagina del programma sul sito dell'emittente indica spesso la redazione e un indirizzo di contatto; alla fine della puntata o nei podcast che molte radio pubblicano si sentono i nomi degli autori; i profili social del programma rispondono più spesso di quanto si pensi. Il centralino e l'indirizzo generico dell'emittente sono l'ultima risorsa: inoltrano, quando inoltrano, con giorni di ritardo.

Cosa cerca una redazione radiofonica

Tre cose, e servono tutte e tre.

  1. Un tema attuale. La radio parla di oggi. Una proposta che si aggancia a una notizia della settimana (un dato pubblicato, una norma che entra in vigore, una stagione che inizia, una ricorrenza) ha molte più probabilità di una presentazione generica della tua attività.
  2. Un ospite che parla bene in diretta. Frasi brevi, esempi concreti, nessun gergo, capacità di rispondere in trenta secondi e di fermarsi. In radio non ci sono immagini e non c'è montaggio, nella maggior parte dei casi: conta solo come parli.
  3. Disponibilità. Molti interventi si fanno al telefono, e molti si decidono la mattina stessa o il giorno prima. Un ospite che risponde al telefono e può collegarsi entro un'ora è prezioso; uno che chiede di fissare una data tra tre settimane è un ospite per i programmi registrati.

Quello che non cerca: la pubblicità del tuo prodotto, la lettura del tuo comunicato, la biografia di tre paragrafi. In radio il tuo marchio si sente una volta, quando il conduttore ti presenta. Se vuoi più di quello, è uno spazio a pagamento, e si chiama pubblicità.

Le radio locali: la porta più sottovalutata

Chi vuole andare in radio pensa subito ai programmi nazionali, e salta la porta che si apre più facilmente. Una radio locale o regionale ha ore di diretta da riempire ogni giorno, una redazione piccola e un pubblico che vive dove vivi tu. Per un'azienda del territorio, un professionista, un'associazione o un'autrice che presenta un libro in città, un'intervista di dieci minuti in una radio della provincia vale spesso più di un passaggio di trenta secondi su una rete nazionale: chi ascolta può venire all'evento, entrare in negozio, prendere un appuntamento.

Le radio locali hanno anche un vantaggio pratico: lì impari. La prima diretta, l'emozione, la risposta troppo lunga, la frase che avresti voluto dire meglio: meglio che succeda davanti al pubblico di una radio della tua città che davanti a quello di un programma nazionale. E la registrazione di un buon intervento locale è il miglior argomento per la proposta successiva a un programma più grande.

Per trovarle, ascolta. Le radio della tua zona hanno quasi sempre un programma del mattino con ospiti, uno spazio dedicato agli eventi del territorio e qualche rubrica tematica. Il contatto è spesso la redazione o direttamente il conduttore, e una telefonata non è vista male come in una redazione nazionale, purché non sia durante la diretta.

Diretta e registrata

Gli interventi in diretta sono la maggioranza nei programmi di attualità: il redattore ti chiama qualche minuto prima, ti mette in attesa, e quando tocca a te sei in onda, di solito per tre-otto minuti. Gli interventi registrati sono più comuni nei programmi di approfondimento e nelle radio che pubblicano anche podcast: hai più tempo, ma la conversazione viene montata e tu non decidi cosa resta.

In entrambi i casi, chiedi alla redazione come funziona prima, non al momento: in studio o al telefono, quanto dura, chi c'è con te, se ci sono domande degli ascoltatori. Se ti trovi più a tuo agio in una conversazione lunga, i podcast sono il formato giusto per cominciare: ne parlo nella guida su come partecipare a un podcast.

Il pitch: un esempio

La proposta a una redazione radiofonica è una mail di cento-centocinquanta parole, del Lei, che dice in apertura chi sei e qual è l'aggancio con l'attualità, propone due o tre domande, dice quando sei raggiungibile e chiude chiedendo se puoi essere utile a una delle prossime puntate. Esempio per un ospite inventato, Marco Seddio, commercialista che segue piccole imprese, che scrive alla redazione di un programma economico.

Oggetto: Concordato preventivo biennale, cosa sta succedendo alle piccole partite IVA
Gentile redazione di [Nome del programma], ho ascoltato la puntata di martedì sulle scadenze fiscali d'autunno. Le scrivo perché seguo ogni giorno le piccole partite IVA che devono decidere in questi giorni se aderire al concordato.
Sono Marco Seddio, commercialista a Cagliari, seguo circa duecento microimprese. Potrei raccontare cosa stanno scegliendo davvero gli artigiani e i piccoli commercianti, e perché. Il conduttore potrebbe chiedermi: chi conviene che aderisca e chi no? Qual è l'errore più frequente? Cosa succede a chi sbaglia la stima?
Sono raggiungibile al telefono tutte le mattine fino a fine mese, anche con poco preavviso, per una diretta o una registrazione. Pensa che potrei essere utile per una delle prossime puntate? Se serve, le mando una scheda di una pagina.
Cordiali saluti, Marco Seddio, studioseddio.example, [cellulare]

Cosa notare.

  • L'oggetto è il tema, non il nome dell'ospite. Il redattore che scorre la casella vede una possibile puntata.
  • L'aggancio è doppio: una puntata recente del programma e una scadenza reale che riguarda gli ascoltatori.
  • La credibilità sta in una riga, con un dato concreto (duecento microimprese), non in un elenco di titoli.
  • La disponibilità è il punto forte della mail: telefono, mattina, poco preavviso. Per una radio vale quanto il tema.
  • La chiusura chiede, non dà per scontato. Nessun «quando possiamo fissare l'intervista?».

I tempi

Ogni programma ha il suo ritmo. I programmi di attualità quotidiana decidono gli ospiti il giorno prima o la mattina stessa: una proposta che arriva il giorno in cui il tema è caldo ha senso, una che arriva una settimana dopo no. I programmi settimanali e di approfondimento pianificano con una o due settimane di anticipo. Le radio locali sono le più flessibili.

Una regola pratica: se il tuo tema ha una data (una scadenza, un evento, una ricorrenza), scrivi una settimana o dieci giorni prima, e tieni pronta una seconda mail breve per il giorno stesso, in caso la notizia diventi grande. E tieni il telefono acceso: molte prime volte in radio nascono da un redattore che, la mattina, si ricorda di una mail ricevuta e chiama.

Il follow-up

Un solo follow-up, dopo due o tre giorni lavorativi, in risposta alla stessa mail. Più corto del primo, e con qualcosa di nuovo: un dato uscito nel frattempo, una data, la disponibilità per una settimana precisa. Poi basta. In radio i temi scadono in fretta: se il tuo non è stato preso, la mossa giusta è tornare con un tema nuovo quando c'è, non insistere su quello vecchio.

Non telefonare in redazione per chiedere se hanno letto la mail. Le redazioni radiofoniche lavorano in diretta, e una telefonata durante la trasmissione è il modo più rapido per non essere richiamati.

Prepararsi a un'intervista in radio

  • Ascolta il programma almeno una volta per intero: quanto durano gli interventi, se il conduttore interrompe, se ci sono domande degli ascoltatori.
  • Prepara tre messaggi, ciascuno detto in una frase e accompagnato da un esempio concreto. In cinque minuti di diretta non ne passano di più.
  • Rispondi in trenta secondi e fermati. Il conduttore ha il cronometro in testa e ti ringrazierà per le risposte brevi.
  • Al telefono: fisso o cellulare con buona ricezione, stanza silenziosa, niente vivavoce, niente auricolari bluetooth che si scaricano. Spegni la radio che hai accanto: il ritorno crea un'eco fastidiosa.
  • Niente gergo e niente numeri a raffica. Un dato per risposta, arrotondato e spiegato.
  • Non nominare la tua azienda a ogni frase. Il conduttore ti presenta all'inizio e spesso alla fine: basta così.

Dopo la trasmissione, ringrazia la redazione con una riga. Se il programma pubblica la puntata in podcast o sul sito, condividi quel link. Se vuoi usare l'audio sui tuoi canali, chiedi prima: i diritti sono dell'emittente.

Andare in radio senza un ufficio stampa

Il lavoro lungo è sempre lo stesso: trovare i programmi che ospitano sul tuo tema, capire chi li cura, trovare un contatto che qualcuno legge e scrivere una proposta diversa per ciascuno. La sezione ospite in podcast, radio e TV di Comunicato.net lo fa per te: ricava gratis il tuo profilo di ospite dal sito o dal CV, cerca sul web i programmi radio che ospitano persone come te (non il centralino dell'emittente), trova chi li cura indicando se l'email è confermata, dedotta o generica, e scrive la proposta con la struttura di questa guida, con alcuni punti da tenere pronti per quando la redazione richiama. La mail la mandi tu, e il registro ti ricorda il follow-up dopo due giorni lavorativi.

Non è un'agenzia e non garantisce interventi: decide la redazione. Si paga a crediti, pochi euro a programma; i dettagli sono nella pagina dei prezzi. Se il tuo tema ha anche delle immagini da mostrare, il passo successivo è la televisione, a partire dalle redazioni regionali: lo spiego nella guida su come andare in TV.

Domande

Le domande più frequenti

Come si fa ad andare in radio come ospite?▾

Si sceglie il programma, non l'emittente: quello che tratta il tuo tema e ospita persone esterne. Si scrive alla sua redazione una mail breve, del Lei, con un aggancio all'attualità, due o tre domande possibili e la tua disponibilità, chiedendo se puoi essere utile per una delle prossime puntate.

Chi sceglie gli ospiti di un programma radiofonico?▾

Nella maggior parte dei programmi la redazione: autori, redattori o un produttore dedicato agli ospiti. Il conduttore decide la linea della puntata ma di rado legge le proposte esterne. Nelle radio locali e nei programmi piccoli le figure spesso coincidono.

Come contattare la redazione di un programma radio?▾

Dalla pagina del programma sul sito dell'emittente, che spesso indica la redazione e un indirizzo, dai nomi degli autori citati in onda o nei podcast del programma, e dai profili social del programma. Il centralino e l'indirizzo generico dell'emittente sono l'ultima risorsa.

Le interviste in radio sono in diretta o registrate?▾

Nei programmi di attualità sono quasi sempre in diretta, spesso al telefono, per pochi minuti. Nei programmi di approfondimento e in quelli pubblicati anche come podcast sono più spesso registrate e montate. Chiedilo alla redazione prima dell'intervento.

Bisogna pagare per essere intervistati in radio?▾

No, gli ospiti dei programmi non pagano. Esistono spazi a pagamento e interviste sponsorizzate, soprattutto nelle radio locali: sono pubblicità, legittima, ma un'altra cosa rispetto a un invito della redazione.

Come prepararsi a un'intervista radiofonica al telefono?▾

Tre messaggi chiari ciascuno con un esempio, risposte da trenta secondi, un telefono con buona ricezione in una stanza silenziosa, la radio spenta per evitare l'eco, niente gergo e un solo dato per risposta. E ascolta il programma almeno una volta prima.