Dove pubblicare comunicati stampa gratis: i siti che funzionano davvero nel 2026
La lista aggiornata dei siti italiani dove pubblicare comunicati stampa gratis: cosa offre ciascuno, cosa chiede, cosa non fa. Con i criteri per scegliere e una checklist da leggere prima di pubblicare.
Pubblicare un comunicato stampa gratis significa caricarlo su un sito che lo mette online con un URL proprio, senza pagare, così che sia leggibile, indicizzato dai motori di ricerca e citabile da chiunque. In Italia esistono da vent'anni siti che offrono questo servizio: alcuni con una revisione umana e regole chiare, molti altri che accettano qualunque testo pur di riempire pagine di link. Questa guida elenca i siti che nel 2026 funzionano davvero, spiega cosa ottieni da ciascuno e cosa la pubblicazione gratuita non può fare al posto tuo.
Una premessa da chi un wire lo gestisce: Comunicato.net è uno dei siti in lista, quindi ho un interesse. Per questo ogni scheda dice cosa offre e cosa non offre il sito, e per i concorrenti rimando alle loro pagine per le condizioni attuali, che cambiano spesso. Questa lista viene riverificata a ogni aggiornamento della guida: l'ultima verifica è di settembre 2026.
Cosa vuol dire «gratis» quando parliamo di comunicati stampa
Ci sono tre modelli. Il primo è il wire gratuito con revisione: qualcuno legge il comunicato prima di pubblicarlo, rifiuta lo spam e i duplicati, e il sito vive del fatto che i suoi contenuti sono decenti. Il secondo è il sito gratuito senza revisione: pubblichi e sei online in un secondo, insieme a centinaia di testi su casinò, prestiti e serramenti. Il terzo è il gratuito di facciata: la pubblicazione base non costa nulla, ma la visibilità, il link attivo o la posizione in home page si pagano.
Nessuno dei tre è la diffusione su agenzie di stampa. Un lancio su Adnkronos tramite Immediapress o un invio con PR Newswire Italia costano da alcune centinaia di euro a comunicato e fanno un'altra cosa: portano il testo nei terminali delle redazioni. Se è quello che cerchi, leggi il confronto con Immediapress e la pagina sulla distribuzione dei comunicati stampa. Qui parliamo di pubblicazione: il comunicato online, con il suo indirizzo.
I siti dove pubblicare comunicati stampa gratis nel 2026
L'ordine non è una classifica di traffico, che nessuno dei siti pubblica in modo verificabile. È l'ordine in cui li consiglierei a una PMI o a un'associazione che parte da zero.
Comunicato.net
Cos'è: il wire italiano di Generique, LLC, la stessa società di PressLux. È nato nel 2026 e va detto subito: non ha vent'anni di archivio alle spalle. Ha regole scritte da chi ha fatto ufficio stampa e si è stancato dei siti discarica.
Cosa ottieni: pubblicazione gratuita con un account gratuito, senza carta di credito. Ogni comunicato ha un URL proprio, viene indicizzato, resta online e finisce nel feed RSS del wire e della sua categoria. C'è una revisione umana prima della pubblicazione: lunghezza minima, niente duplicati, niente spam, un link per comunicato. Le categorie sono tematiche (cultura, imprese, enti locali, sport e così via) e l'archivio è consultabile da chiunque.
Limiti: un solo link nel testo, nessuna diffusione su agenzie, nessuna garanzia di copertura. La revisione richiede tempo, quindi il comunicato non è online all'istante: se hai un embargo che scade tra un'ora, pubblica prima. Il resto della piattaforma (bozza AI, ricerca dei giornalisti, pitch) funziona a crediti e non serve per pubblicare. Si parte da /submit.
Comunicati-stampa.net
Cos'è: uno dei siti storici della pubblicazione gratuita in Italia, online da molti anni, con un archivio molto grande diviso per categorie.
Cosa ottieni: una pagina per comunicato con URL proprio, indicizzata, inserita in una categoria tematica. Serve la registrazione. Il sito propone anche servizi a pagamento per dare più visibilità al testo.
Limiti: le regole su link, lunghezza e moderazione sono cambiate più volte negli anni, quindi verifica sul sito le condizioni attuali prima di contare su un link attivo. Ho scritto un confronto punto per punto tra comunicati-stampa.net e Comunicato.net.
Comunicati.net
Cos'è: altro sito italiano di lunga data dedicato ai comunicati, con categorie per settore e un flusso continuo di testi da aziende e agenzie.
Cosa ottieni: pubblicazione con registrazione, URL proprio, archivio per categoria e per data. È tra i siti che più spesso compaiono nei risultati di ricerca sui nomi delle piccole aziende, il che è utile se vuoi che un cliente trovi il tuo comunicato cercando il tuo nome.
Limiti: la revisione, quando c'è, è leggera, e la qualità media dei testi intorno al tuo è quella che è. Verifica sul sito la politica sui link e i tempi di pubblicazione.
Comunicati-stampa.com
Cos'è: un sito di pubblicazione gratuita con l'estensione .com, spesso confuso con il .net, che offre un servizio simile con categorie e archivio.
Cosa ottieni: una pagina indicizzata per ogni comunicato, categoria tematica, registrazione gratuita. Anche qui esistono opzioni a pagamento per evidenziare il testo.
Limiti: verifica sul sito quanti link sono consentiti e se sono attivi. E non pubblicare lo stesso testo identico sul .com e sul .net: i motori di ricerca sceglieranno una delle due copie, e potrebbe non essere quella che vuoi.
Informazione.it
Cos'è: un aggregatore di notizie italiano che ha una sezione dedicata ai comunicati stampa, accanto agli articoli raccolti dalle testate.
Cosa ottieni: il comunicato pubblicato in un contesto di notizie, con URL proprio e categoria. Per un'azienda che vuole che il proprio annuncio compaia vicino alle notizie del suo settore è un posto sensato.
Limiti: è un aggregatore, non una redazione. Nessuno riscrive o rilancia il tuo testo. Verifica sul sito le regole di pubblicazione e i limiti sui link, che sono cambiati nel tempo.
Tutti gli altri siti «gratis»
Cercando «pubblicare comunicati stampa gratis» trovi decine di altri domini. La maggior parte sono link farm: siti senza revisione, creati per vendere link o per ospitare i testi di chi compra link. Li riconosci da tre segnali. La home page pubblica di tutto senza un ordine. I comunicati hanno cinque o sei link commerciali ciascuno. Non esiste una pagina che dica chi gestisce il sito.
Pubblicare lì non è pericoloso nel senso di una penalizzazione automatica, ma è inutile: il tuo comunicato finisce in una pagina che nessun giornalista aprirà e che i motori di ricerca hanno imparato a ignorare. Se il tuo obiettivo è un link, leggi la guida SEO sui comunicati stampa prima di spendere tempo.
Cosa fa e cosa non fa la pubblicazione gratuita
Pubblicare gratis fa due cose, e le fa bene. La prima: rende il comunicato indicizzabile. Se un giornalista, un cliente o un modello di AI cerca il nome della tua organizzazione o del tuo evento, trova una pagina con la versione ufficiale dei fatti, con data e contatti. La seconda: ti dà un URL citabile. Quando scrivi a una redazione, invece di allegare un PDF, mandi un link. Quando pubblichi un post sui social, hai un indirizzo dove rimandare per i dettagli.
Quello che la pubblicazione gratuita non fa: non è diffusione e non è copertura. Nessun sito in questa lista manda il tuo comunicato ai giornalisti. Nessuno lo trasforma in un articolo. Se un comunicato pubblicato su un wire gratuito diventa una notizia, è perché tu hai scritto a qualcuno, o perché il giornalista ti stava già seguendo. Ho visto troppe piccole aziende pubblicare su cinque siti e poi chiedersi perché nessuno ha chiamato.
La copertura è un lavoro diverso: scegliere le testate giuste, trovare chi scrive di quel tema, mandare un pitch personale e fare un follow-up. Su Comunicato.net è la parte a crediti; altrove è un ufficio stampa. Quello che conta è capire che sono due attività separate, e che la prima non sostituisce la seconda. Il percorso completo è nella guida su come ottenere copertura stampa.
Un link per comunicato, e la realtà del nofollow
La regola del link unico non è un capriccio. I siti che hanno permesso link illimitati sono diventati discariche nel giro di pochi anni, perché il comunicato con dieci link è quasi sempre un testo scritto per i link e non per le persone. Un link solo costringe a scegliere: la pagina dell'evento, il sito dell'azienda, la scheda del prodotto.
Poi c'è il nofollow. Molti siti di pubblicazione gratuita marcano i link in uscita con l'attributo nofollow, o con quelli equivalenti per i contenuti generati dagli utenti. Significa che il link porta visite ma non «passa» valore nel senso classico della SEO. Google dice da anni che i link nei comunicati stampa non sono il modo per costruire autorevolezza, e chi promette il contrario sta vendendo link.
La conseguenza pratica: scegli il sito per l'URL e per chi lo leggerà, non per il link. Il valore vero di un comunicato pubblicato è che esiste una pagina con la tua versione dei fatti, che i motori e i modelli di AI possono citare. Ne parlo in dettaglio nella guida alla SEO dei comunicati stampa.
Come scegliere il sito dove pubblicare
Quattro domande, in questo ordine.
- C'è una revisione? Se sì, il sito ha un interesse a restare pulito e il tuo comunicato sta in buona compagnia. Se no, sei in una discarica, per quanto ordinata.
- Il comunicato viene indicizzato? Cerca su Google un comunicato pubblicato la settimana scorsa sul sito, con il titolo esatto. Se non compare, il sito non ti serve.
- Le categorie hanno senso per il tuo settore? Un comunicato di una pro loco in una categoria «Varie» insieme a un lancio di criptovalute non aiuta nessuno. Cerca il sito che ha una categoria per la cultura, gli enti locali, le associazioni, o per quello che sei.
- La pagina è tua? Cioè: ha un URL stabile, mostra il tuo nome e i tuoi contatti, non è circondata da pubblicità di terzi, e resta online senza scadenza. Se il sito si riserva di cancellare i testi vecchi, il link che hai messo nel pitch un giorno sparisce.
Con queste quattro domande la maggior parte dei siti si esclude da sola. Quelli che restano sono pochi, e pubblicare su due o tre di essi, con testi leggermente diversi, è più che sufficiente. Non esiste un vantaggio a pubblicare lo stesso comunicato su venti siti: esiste solo il rischio di sembrare, e di essere, uno spammer.
Checklist prima di pubblicare
- Il titolo dice il fatto, non lo slogan: «Cantina Bosco Alto apre la nuova sala degustazione a Montalcino» funziona, «Un'esperienza unica tra i vigneti» no.
- Luogo e data in apertura, nel formato «Montalcino, 3 ottobre 2026».
- Il lead risponde alle 5 W nelle prime tre righe: chi, cosa, quando, dove, perché.
- Una citazione vera di una persona vera, con nome e ruolo.
- Il boilerplate «Chi è» in fondo, in cinque righe, uguale in tutti i comunicati.
- Contatti stampa con un nome, un'email che qualcuno legge e un telefono.
- Un solo link, alla pagina che vuoi davvero far visitare.
- Nessun testo copiato da un altro sito, compreso il tuo: i duplicati vengono rifiutati o ignorati.
- Categoria scelta con criterio, non «Varie».
- Riletto una volta ad alta voce: le frasi che non riesci a dire senza riprendere fiato vanno tagliate.
Se il comunicato non è ancora scritto, la guida su come scrivere un comunicato stampa spiega la struttura pezzo per pezzo, dal titolo ai contatti stampa.
Dopo la pubblicazione
Pubblicato il comunicato, copia l'URL e usalo: nel pitch ai giornalisti, nella firma dell'email per una settimana, nel post sui social, nella pagina «Area stampa» del tuo sito. Un comunicato pubblicato e poi dimenticato è un file in un cassetto con un indirizzo web.
Se vuoi partire subito, puoi pubblicare gratis su Comunicato.net: un account, nessuna carta, revisione umana. E se dopo la pubblicazione vuoi arrivare alle redazioni, la pagina sulla distribuzione dei comunicati stampa spiega cosa esiste in Italia, cosa costa e cosa ha senso per una piccola organizzazione.