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Wire e diffusione

SEO e comunicati stampa: backlink, nofollow e Google News, senza illusioni

Cosa fa davvero un comunicato stampa per la SEO (un URL indicizzato e citabile, presenza nelle risposte dell'AI) e cosa non fa (backlink). Nofollow, Google News, la regola di un solo link, il canonical e una checklist.

Simone Giacoaggiornato il 9 min di lettura

La SEO dei comunicati stampa è l'insieme delle scelte che rendono un comunicato trovabile su Google e citabile dai motori di risposta: un URL proprio, un titolo che contiene il nome dell'organizzazione, una data leggibile e una struttura che le macchine capiscono. Non è una tecnica per ottenere backlink. I link che arrivano dai wire sono quasi sempre nofollow, oppure vengono da domini che replicano lo stesso testo decine di volte, e Google li ignora da anni. Questa guida spiega cosa un comunicato fa davvero per il posizionamento, cosa non fa, e come scriverlo perché almeno si posizioni per il proprio titolo.

Cosa fa davvero un comunicato stampa per la SEO

Tre cose. Non sono poche, ma nessuna è quella che ti vendono.

  1. Un URL indicizzato e stabile con il tuo nome nel titolo. Quando qualcuno cerca «Cantina Bosco Alto», Google mostra il sito, i profili social e le pagine che parlano di te. Un comunicato su un wire è una di quelle pagine: ha una data, un testo che hai controllato tu e resta online. Per un'organizzazione nuova, con una pagina di risultati quasi vuota, è la differenza tra una ricerca che restituisce il nulla e una che restituisce una notizia.
  2. Una fonte citabile. Il giornalista che scrive di te, il blog di settore, chi compila una voce enciclopedica: tutti hanno bisogno di un link a una fonte con una data. Il comunicato sul wire è quella fonte. Il tuo sito lo è meno, perché il tuo sito lo puoi riscrivere quando vuoi e nessuno lo considera una fonte terza.
  3. Presenza nelle risposte dell'AI. ChatGPT, Perplexity e le AI Overview di Google pescano da pagine datate, strutturate, con un titolo che dice chi ha fatto cosa. Un comunicato scritto bene è esattamente quel tipo di pagina. Quando qualcuno chiede a un assistente «cosa fa Cantina Bosco Alto», la risposta viene da lì, se c'è qualcosa da leggere.

Nessuna di queste tre cose passa dal PageRank. Passa dal fatto che esiste un testo con il tuo nome, in un posto che i motori leggono e conservano. È un risultato modesto e concreto, e vale più di quanto sembri il giorno in cui un cliente, un fornitore o una redazione cercano il tuo nome per la prima volta.

Un link nofollow è un link con un attributo che dice a Google: non considerarlo un voto. Dal 2019 Google lo tratta come un suggerimento e non più come un ordine, ma in pratica il risultato non è cambiato: un link nofollow da un wire non sposta il posizionamento della pagina che riceve il link. I wire lo usano perché non hanno controllo editoriale su chi pubblica, e un sito che passa autorevolezza a chiunque si registri smetterebbe di averne in fretta.

Il secondo problema sono i siti specchio. Molti servizi di «diffusione» copiano lo stesso comunicato su venti o cinquanta domini che hanno un nome da testata e nessuna redazione. Per Google è contenuto duplicato: sceglie una versione, scarta le altre, e i link nelle copie scartate non contano nulla. Peggio, le linee guida antispam di Google citano esplicitamente i link con anchor text ottimizzato dentro comunicati distribuiti su altri siti come esempio di schema di link. Non è una zona grigia, è scritto.

La mia opinione, dopo anni di ufficio stampa: se un consulente ti propone i comunicati stampa come strategia di link building, chiedigli quale altra strategia ha. Se la risposta è un pacchetto da cento siti, hai la tua risposta.

Cerca quella frase e trovi quasi solo venditori di link, con qualche articolo scritto dai venditori stessi. Non è difficile riconoscerli.

  • Pacchetti a numero: «pubblicazione su 50 siti», «100 portali». Il numero è il prodotto, il testo è irrilevante.
  • Promesse su DA, DR o «autorità di dominio». Sono metriche di strumenti privati, non di Google, e si gonfiano con poca spesa.
  • Anchor text a scelta e dofollow garantito. Nessun editore vero ti lascia decidere il testo del link, tanto meno per contratto.
  • Pubblicazione in pochi minuti, senza revisione. Se accettano tutto, Google lo ha capito prima di te.
  • Siti «di notizie» con nomi generici, nessun autore, nessuna redazione e articoli su qualunque argomento del mondo nella stessa giornata.
  • Un prezzo per link, non per un servizio. È il segnale più chiaro di tutti.

I link che contano arrivano da un'altra strada: un giornalista che scrive di te e mette un link perché gli serve. Quello non si compra, si ottiene con una notizia vera e un pitch fatto bene. È un lavoro diverso, con tempi diversi, e nessun wire lo sostituisce.

Google News: cosa serve davvero

Google News non è un posto dove si «inserisce» un comunicato. È un indice di fonti giornalistiche. Google dichiara di scoprire le fonti da solo; il Publisher Center serve a chi gestisce una pubblicazione per curarne nome, logo e sezioni, e per chiederne la presenza nell'app e nella scheda Notizie. Le regole per le fonti sono pubbliche: contenuti originali, date e firme chiare, informazioni su chi pubblica e come contattarlo, niente pratiche ingannevoli. Un comunicato compare nelle superfici news solo se sta su una fonte che Google tratta come tale, e anche in quel caso senza alcuna garanzia.

Quello che puoi controllare tu è la pagina. Due cose contano: i dati strutturati NewsArticle (headline, datePublished, dateModified, author, publisher, image), che dicono alle macchine cosa stanno leggendo e di quando è, e una firma con data visibile nella pagina, non solo nel codice. Senza una data leggibile Google non sa se la notizia è di oggi o del 2019, e nel dubbio non la tratta come notizia. Un buon wire fa entrambe le cose per te; se stai scegliendo dove pubblicare, guarda il sorgente di un comunicato già online e controlla.

L'aspettativa onesta: nelle «Notizie principali» ci finiscono le notizie che le testate riprendono, non i comunicati. Se il tuo comunicato viene ripreso da una testata, sarà l'articolo della testata a comparire, e va benissimo così: è quello che volevi.

Scrivere un comunicato che si posiziona per il proprio titolo

L'obiettivo realistico di un comunicato su un wire è posizionarsi per il nome dell'organizzazione e per la combinazione nome più notizia. Se cerco «Cantina Bosco Alto nuova cantina» e trovo il comunicato in prima pagina, il lavoro è fatto. Per arrivarci bastano scelte semplici.

  • Titolo chiaro, con il nome, il fatto e la città. Bene: «Cantina Bosco Alto apre la nuova cantina a Montalcino: visite dal 3 ottobre 2026». Male: «Un'esperienza unica nel cuore della Toscana». Il secondo non lo cerca nessuno e non dice chi sei.
  • Luogo e data nella prima riga, nel formato classico: «Montalcino, 3 settembre 2026». È la convenzione che i giornalisti si aspettano e la data che i motori leggono.
  • Il nome dell'organizzazione nella prima frase del lead, poi le altre W: cosa, dove, quando, perché. Non ripetere il nome dieci volte: due o tre menzioni naturali bastano, il resto è rumore.
  • Un sottotitolo che aggiunge un fatto, non un aggettivo. «Dodici ettari, cantina a gravità, apertura al pubblico nei weekend» dice qualcosa. «Un progetto ambizioso e innovativo» no.
  • Nomi propri scritti sempre allo stesso modo, nel titolo, nel testo e nel boilerplate. Le varianti confondono le persone e le macchine allo stesso modo.
  • Un'immagine con un testo alternativo che contiene il nome e il soggetto. Non è decisivo, ma è gratis.
  • Lunghezza tra le 300 e le 600 parole. Google non premia la lunghezza, e chi legge smette prima di quanto pensi.

La struttura completa, sezione per sezione, con gli errori più comuni, è nella guida su come scrivere un comunicato stampa. Qui conta solo il principio: un comunicato che un giornalista capisce al primo sguardo è anche un comunicato che un motore capisce al primo sguardo.

Su Comunicato.net la revisione accetta un link per comunicato. Non è una limitazione tecnica, è una scelta: i comunicati con cinque link nel testo sono quasi sempre pubblicità travestita, e un wire che li lascia passare finisce nella lista dei venditori di link del paragrafo sopra. Un link solo va usato bene.

  • Mandalo alla pagina che racconta la notizia: la pagina dell'evento, la scheda del prodotto, l'area stampa. La home solo se non c'è niente di più specifico.
  • Come testo del link usa il nome dell'organizzazione o il titolo della pagina di destinazione. Niente «clicca qui», niente parole chiave commerciali infilate a forza.
  • Non aspettarti che il link sposti il posizionamento della pagina di destinazione. Serve al lettore per arrivare da te, e questo è già il suo lavoro.

Canonical: quando lo stesso testo è anche sul tuo sito

Molte organizzazioni pubblicano il comunicato nell'area stampa del proprio sito e poi lo caricano sul wire. Il testo è identico, e Google deve scegliere quale versione mostrare. Decidi tu prima che decida lui.

Se il tuo sito è nuovo o ha poca visibilità, la versione sul wire probabilmente si posizionerà meglio, e va bene così: usa il link del comunicato per portare chi legge sulla pagina giusta del tuo sito. Se il tuo sito ha già una storia e vuoi che sia la sua versione a comparire, pubblica prima lì, aspetta che sia indicizzata, poi carica sul wire e punta il link alla pagina originale. Se la piattaforma che usi ti permette di indicare un canonical verso il tuo sito, usalo. Se non lo permette, il tempo e il link fanno lo stesso lavoro con meno precisione. La cosa da non fare è pubblicare la stessa frase su tre wire diversi e sul proprio sito nello stesso minuto e poi chiedersi perché nessuna delle quattro versioni si posiziona.

Checklist SEO per un comunicato stampa

  • Il titolo contiene il nome dell'organizzazione, il fatto e, se ha senso, la città.
  • Luogo e data nella prima riga del testo, nel formato «Città, giorno mese anno».
  • Il nome dell'organizzazione compare nella prima frase del lead.
  • Le 5 W sono nel primo paragrafo, non sparse nel testo.
  • Un solo link, verso la pagina più specifica, con un testo del link sensato.
  • Un'immagine in alta risoluzione con testo alternativo descrittivo.
  • Il boilerplate «Chi è» è lo stesso in ogni comunicato, parola per parola.
  • La pagina che ospita il comunicato ha dati strutturati NewsArticle e una firma con data visibile.
  • Hai deciso quale versione deve posizionarsi, se il testo è anche sul tuo sito.
  • Non hai comprato un pacchetto di «50 siti». Se lo hai fatto, non aspettarti niente.

Dove pubblicare, e cosa aspettarsi

Un wire gratuito serio ti dà un URL indicizzato, una data e un feed. Non ti dà link che contano, e chi te li promette sta vendendo altro. La lista aggiornata delle piattaforme italiane, con pregi e difetti di ciascuna, è nella guida su dove pubblicare comunicati stampa gratis. Come funziona la diffusione su Comunicato.net, revisione compresa, lo trovi nella pagina sulla distribuzione dei comunicati stampa.

Se hai un comunicato pronto, pubblicalo gratis: un account, nessuna carta di credito, una revisione umana e un URL che resta. Per la SEO è tutto quello che un comunicato può fare, ed è più di quanto facciano i backlink che ti hanno offerto.

Domande

Le domande più frequenti

I comunicati stampa servono per i backlink?▾

No, non nel senso in cui li vendono. I link dai wire sono nofollow o vengono da siti che replicano lo stesso testo, e Google non li conta. Un comunicato serve a dare al tuo nome un URL indicizzato, datato e citabile, e a comparire nelle risposte dell'AI. I link che contano arrivano dagli articoli dei giornalisti, non dal comunicato.

Cosa significa nofollow in un comunicato stampa?▾

È un attributo del link che dice ai motori di ricerca di non considerarlo un voto verso la pagina di destinazione. I wire lo usano perché pubblicano testi di chiunque si registri. Un link nofollow porta lettori, non posizionamento.

Come faccio a far comparire il mio comunicato su Google News?▾

Non puoi inserirlo direttamente. Google News indicizza fonti giornalistiche, che gestiscono la propria presenza dal Publisher Center. Un comunicato compare solo se è pubblicato su una fonte che Google tratta come tale, e senza garanzie. Quello che puoi fare è pubblicarlo su una pagina con dati strutturati NewsArticle e una firma con data visibile.

Quanti link posso mettere in un comunicato stampa?▾

Su Comunicato.net uno, e in generale è la scelta giusta ovunque. Usalo verso la pagina più specifica (evento, prodotto, area stampa), con il nome dell'organizzazione o il titolo della pagina come testo del link. Cinque link nel testo sono il segnale più sicuro di un contenuto pubblicitario.

Se pubblico lo stesso comunicato sul mio sito e su un wire, ho un problema di contenuto duplicato?▾

Non è una penalizzazione, ma Google sceglie una sola versione da mostrare. Decidi tu quale: se vuoi che sia il tuo sito, pubblica prima lì, aspetta l'indicizzazione e poi carica sul wire con il link verso la pagina originale. Se il tuo sito è nuovo, lascia che si posizioni la versione sul wire e usa il link per portare i lettori da te.